Scuola: l’incarico illegittimo al maestro del Pd (amico del direttore)

Scuola: l’incarico illegittimo al maestro del Pd (amico del direttore)

In foto il maestro Angelo Licalsi, direttore dell’istituto musicale “V. Bellini” di Caltanissetta

Lo scorso 6 novembre ho presentato alla Camera un’interrogazione a risposta in commissione. L’oggetto riguarda un incarico di insegnamento al maestro di chitarra Giovanni Puddu, che in pubblico si è presentato come pezzo grosso del Pd nazionale. Pare un capitolo tipico del’Italia affossata dai partiti: poca trasparenza nelle relative procedure, silenzi istituzionali e dichiarati rapporti di amicizia.

di Chiara Di Benedetto

Perciò con i colleghi Maria Marzana, Giuseppe Brescia, Francesco D’Uva, Luigi Gallo, Gianluca Vacca, Simone Valente, Claudia Mannino, Giulia Di Vita e Riccardo Nuti, ho tra l’altro chiesto al ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, «iniziative ispettive al fine di verificare il rispetto della normativa» di specie e le ragioni di quella che appare «una mancata trasparenza e pubblicità dei corsi tenuti dal maestro Puddu», chiamato per conoscenza diretta. Vogliamo anche capire «sulla base di quali criteri e attraverso quali procedure selettive sia stato conferito l’incarico» al Puddu dal 2012 ad oggi, visto che nella vicenda ci sono fin troppi dubbi.

Vado ai fatti, ricostruiti nel recente atto di sindacato ispettivo parlamentare. Dall’anno accademico 2011-2012 Puddu insegna come collaboratore esterno all’istituto superiore di studi musicali “V. Bellini”, di Caltanissetta. Il docente sta nella segreteria del Pd sardo. Durante la presentazione della nuova corrente dem «Fronte democratico», svoltasi a Roma il 7 luglio 2017, ha affermato d’essere stato responsabile per il settore Musica del Pd nazionale. Puddu ha detto anche d’aver amministrato per molti anni la città di Cremona.

Torno al racconto. Il maestro Angelo Licalsi (in foto, nda), direttore dell’istituto musicale “V. Bellini”, gli affida con proprio decreto, il numero 12 del 2015, l’insegnamento di due materie per il biennio di specializzazione, considerata l’impossibilità, per il titolare, di coprire il ruolo e alla luce di un’attività artistica e di una professionalità del Puddu valutate come pregevoli. Nello stesso atto si precisa che l’incarico è dato intuitu personae, cioè direttamente e sulla base della conoscenza del docente, ma senza spiegarne le motivazioni. Oltretutto, nel decreto in questione non si fornisce prova dell’impossibilità di assegnare l’insegnamento ad altro docente interno.

Come se non bastasse, le materie assegnate sono definite come «moduli», al contrario di quanto dettato dal decreto 8 gennaio 2004, n. 1, che le definisce «discipline».

In quanto al compenso orario, viene fissato nella cifra di 78,125 euro, con aggravio di spesa rispetto ai 50 euro previsti per ore aggiuntive ai docenti interni.

Di più: nella circostanza non si richiama il possesso della specializzazione universitaria, come invece richiesto dal decreto legislativo n. 165 del 2001, il cui articolo 7 dispone, al comma 6, che le amministrazioni pubbliche possono conferire incarichi individuali, con contratto di lavoro autonomo, ad esperti di particolare e comprovata specializzazione, anche universitaria, solo dopo aver accertato l’impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al proprio interno. In ogni caso, per legge l’incarico deve essere assegnato in via temporanea, senza possibilità di rinnovo se non in casi eccezionali stabiliti dalla legge. Inoltre il ricorso ai contratti di lavoro autonomo per lo svolgimento di funzioni ordinarie è causa di responsabilità per il dirigente che ha stipulato il contratto.

Di norma, per l’assegnazione di un simile incarico si deve procedere con avviso pubblico e procedura comparativa, eccetto i casi di collaborazione richiesta intuitu personae per il raggiungimento di varie finalità, tra cui la temporanea docenza relativa a specifici «moduli didattici», ovvero l’individuazione di professionalità di chiara fama.

Il prioritario ricorso alle risorse interne all’amministrazione si ricava anche dall’articolo 23 del Contratto collettivo nazionale Afam del 16 febbraio 2005, oltre che dall’articolo 2, comma 2, del decreto ministeriale 8 gennaio 2004 n. 1/Afam e, infine, dagli articoli 4 e 5 del regolamento di istituto.

Ma non è finita qui. Sul sito dell’istituto “Bellini” non abbiamo trovato traccia del curriculum del Puddu, che invece campeggia, scritto da lui stesso, sul portale web del Comitato Nazionale Italiano Musica. Né sul sito del “Bellini” vi è traccia della verifica di insussistenza, anche potenziale, di conflitti di interesse. Ancora, lì non figurano informazioni relative alle materie insegnate dall’esponente del Pd e nemmeno alle sessioni di esami e di profitto dei suoi studenti.

Sul portale di La Gazzetta nissena c’è una buona notizia riportata dalla redazione il 17 giugno 2017. Il direttore del “Bellini”, il maestro Licalsi, si compiace perché tutti «gli Istituti musicali italiani saranno statizzati, evitando così il ripetersi di fatti sgradevoli come la chiusura, qualche anno fa, dell’Istituto Musicale di Ancona». Ne parla in termini di «risultato storico», di cui dà «merito a quanti in ambito governativo e non hanno dimostrato sensibilità nell’affrontare le emergenze degli Istituti Superiori di Studi Musicali italiani, ex Pareggiati». Segue l’elenco dei ringraziamenti: «in primis» alla «ministra dell’Istruzione Università e Ricerca, senatrice Valeria Fedeli»; poi, in ordine gerarchico, «al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, senatore – si badi, di Cremona, ndaLuciano Pizzetti», all’«onorevole Flavia Nardelli Piccoli, presidente della VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati», e agli «on.li Manuela Ghizzoni e Maria Coscia che hanno presentato l’emendamento». Tutti, naturalmente del Pd. In ossequio al politicamente corretto Licalsi include, in coda, «tutti gli onorevoli» che hanno sottoscritto l’emendamento «storico». E chiosa con l’encomio al «responsabile nazionale Musica del Pd, maestro e amico Giovanni Puddu».

Tra incarichi non trasparenti, amicizie rimarcate e militanza di partito, questa storia va chiarita subito. Anche dalla Procura della Repubblica e dalla Corte dei conti. Non vorremmo che fosse la solita musica.

 

 

  • RENATO PACE

    A seguito dell’articolo apparso su ilSicilia.it ( http://www.ilsicilia.it/istituto-di-cultura-musicale-bellini-il-direttore-licalsi-da-noi-tutto-trasparente-e-legittimo/ ) segue il mio commento che qui trascrivo:
    Fra i contenuti virgolettati di questo articolo, ravviso chiari, poco lusinghieri ed infondati riferimenti alla mia persona.
    A tutela della mia immagine e per completezza d’informazione, sarei istintivamente portato a chiedere la pubblicazione di una controreplica con le precisazioni del caso.
    Mi fa, però, intellettualmente ed eticamente orrore arrivare al livello mediatico al quale l’estensore del virgolettato ha dimostrato di volersi muovere con pubbliche considerazioni che, per stile e contenuti, si commentano da sole.
    Non voglio imbarcarmi, per mia dignità e per rispetto di questa testata giornalistica, in una querelle che rischia, per come si è qualificata in prima battuta con il suddetto comunicato, di diventare infinita oltreché sterile sul piano della verità e dei contenuti.
    Trasferisco quindi la discussione di merito nell’ambito istituzionale a cui appartiene, intrattenendo, con la necessaria riservatezza, i componenti degli Organi Istituzionali a vario titolo interessati alla vicenda.
    Certamente, però, allo stato attuale delle cose, rimane il fatto che l’ultima parola resterebbe quella delle esternazioni di cui sopra e un mio silenzio potrebbe essere mal interpretato nell’ambiente professionale e artistico a cui appartengo e che, seppur modestamente, travalica i confini periferici dell’Istituto in questione ma abbraccia il territorio nazionale, andando anche oltre. Un ambiente in cui ritengo, nel mio piccolo, di essere stimato come didatta, come artista e come persona integerrima.
    Ho predisposto pertanto un’apposita e sobria pagina personale su Facebook https://www.facebook.com/MaestroRenatoPace/ per formulare una breve e dovuta dichiarazione di estraneità ai fatti oggetto dell’interrogazione (http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=5%2F12606…) che mi permetto di condividere nella speranza che il racconto della vicenda possa chiudersi qui e passare a contesti ad essa più consoni:
    “In qualità di Unico Titolare della Scuola di Chitarra dell’Istituto Musicale Bellini di Caltanissetta, dichiaro la mia totale estraneità ai fatti oggetto dell’interrogazione parlamentare 5-12606 del 6 novembre 2017 qui riportata, fatti rispetto ai quali, se comprovati, rappresenterei semmai parte lesa insieme all’immagine dell’Istituto.
    Per quanto a mia conoscenza, sono a completa disposizione degli organi
    ispettivi e/o inquirenti che dovessero, come mi auguro per il bene
    dell’Istituto, attivarsi per fare piena luce sulla vicenda.”
    Tutto ciò, giusto per non lasciare risuonare ancora l’eco delle affermazioni del Nostro nel vuoto di un mio silenzio, ispirato alla temperanza e alla discontinuità di stile e non certo all’assenza di argomenti, da trattare nelle sedi più opportune.

Comments are closed.