Palermo: aperta un’inchiesta sull’affidamento dei cani

Palermo: aperta un’inchiesta sull’affidamento dei cani

Il sindaco Leoluca Orlando era stato sordo e muto, rispetto ai nostri continui richiami. Ora è evidente l’ineguadezza della sua amministrazione in fatto di randagismo.

 

Leoluca Orlando (in foto, nda) abbia un sussulto, ora che la vicenda dell’Aivac è finita sotto inchiesta. A seguito delle segnalazioni di alcune associazioni animaliste, su richiesta della Procura il Gip di Palermo ha disposto il sequestro di cani dati in adozione ad Aivac dal Comune di Palermo, eseguito dagli agenti del Corpo forestale. Perciò i cani tornano sotto la tutela dell’amministrazione di Palazzo delle Aquile.

di Chiara Di Benedetto

Per gli inquirenti, Aivac non avrebbe i requisiti per l’iscrizione all’albo nazionale o regionale delle associazioni protezioniste o animaliste. Ciononostante dei cani erano stati trasferiti dal canile municipale di via Tiro a Segno a Ragusa.

Al Comune di Palermo avevamo chiesto controlli specifici, già dallo scorso 23 marzo, senza avere risposte. Non solo. Avevamo chiesto un apposito tavolo al sindaco Orlando e alla Prefettura di Palermo, informando formalmente la Procura, dal momento che gli animalisti avevano manifestato seri dubbi sull’affidamento dei cani disposto dal municipio, accompagnati perfino da scontri accesi. Ancora, sul randagismo a Orlando avevamo formulato delle proposte concrete e chiesto un incontro di persona, senza essere considerati.

La notizia dell’apertuta di un’inchiesta su Aivac pesa dunque come un macigno sull’amministrazione Orlando, che invano avevamo invitato alla collaborazione sulla tutela dei cani, a seguito di una mia ispezione nei canili palermitani.

Si è dunque rivelata in pieno la miopia del sindaco di Palermo e dei suoi. Ora non possiamo gioire perché avevamo ammonito i poteri pubblici e perché ci eravamo battuti con interventi tempestivi e costanti. Resta tutto il problema della tutela dei cani e dell’incolumità pubblica dei palermitani. Ma il Movimento 5stelle ha fatto la sua parte. Come sempre, tra oscuramento di parte della stampa e indifferenza del palazzo.

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