Palermo ancora immobile sul randagismo

Palermo ancora immobile sul randagismo

Con l’estate inizia il drammatico abbandono di animali domestici. Secondo i dati ufficiali del Ministero della Salute, nel 2015, ultimo anno di rilevamento, gli ingressi nei canili sanitari della Sicilia sono stati 6.071, cifra che non comprende i ricoveri – spesso permanenti – nei canili rifugio, di entità ben superiore.

di Chiara Di Benedetto

Le associazioni animaliste siciliane svolgono un lavoro enorme. Ciononostante, migliaia di cani si trovano vaganti per strada, senza i dati ufficiali.

Nel quadro, disastroso, frutto della politica fallimentare di amministratori locali e regionali, che non hanno promosso campagne informative e/o educative volte a contenere il fenomeno, in Sicilia i gatti sterilizzati sono 0, stando ai dati ufficiali che la Regione ha fornito al Ministero.

A Palermo, la cui situazione osservo da più di due anni in rapporto con le associazioni, il randagismo è stato affrontato solo in occasione dello svuotamento, causa ristrutturazione, del canile di via Tiro a Segno, avvenuto con modalità alquanto discutibili; tra cui l’elargizione di somme per le relative adozioni.

Non si sono registrati incentivi alla sterilizzazione e alle adozioni nel lungo periodo.

A tal proposito rammento al (riconfermato) sindaco Leoluca Orlando le proposte che gli ho recapitato 2 mesi fa, nella speranza che le prenda in considerazione per il benessere dei cani e dei cittadini. Palermo, che l’anno prossimo sarà Capitale della Cultura, non può dimenticare l’adagio «la civiltà di un popolo si vede da come tratta gli animali».

Di seguito, riporto quelle mie proposte, anche per rinfrescare la memoria a Orlando:

    1. incentivare le sterilizzazioni con una detrazione sulle tasse comunali oppure con accordi con i veterinari;

    2. verificare i microchip sui cani del territorio;

    3. predisporre un protocollo d’intesa con le associazioni di volontariato presenti sul territorio, per una collaborazione fattiva;

    4. effettuare dei controlli prima e dopo l’affido dei cani presenti nei canili palermitani, con la sottoscrizione di specifico modulo di adozione;

    5. richiedere il casellario e i carichi pendenti per chi voglia adottare Pit Bull dal canile, ad evitare che questi cani finiscano in cattive mani;

    6. creare un database per tracciare i cani adottati dal canile o trasferiti in altri canili e/o rifugi e prevedere controlli nei predetti rifugi per verificare lo stato di salute dei cani ed evitare, ad esempio, che il Comune paghi anche per i cani deceduti di cui non è stata dichiarata la morte al fine di ricevere la diaria giornaliera;

    7. prevedere la partecipazione delle associazioni animaliste effettive ai tavoli sul randagismo e sulla gestione del canile comunale;

    8. disporre severi controlli sulla manutenzione ordinaria del canile;

    9. assicurare una formazione specifica agli addetti alla manutenzione del canile facenti parte della reset;

    10. stipulare una convenzione con scuole di ogni ordine e grado per sensibilizzare all’adozione con visite periodiche all’interno della struttura;

    11. indicare tempi certi per la realizzazione del parco canile da realizzare insieme al comune di Monreale.

Comments are closed.