Disabili Sicilia: recuperare milioni, via gli apparati del palazzo

Disabili Sicilia: recuperare milioni, via gli apparati del palazzo

L’unica è rifare il bilancio regionale, dando priorità ai diritti

Per trovare i fondi necessari all’assistenza ai disabili siciliani, bisogna partire dal principio stabilito dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 275/2016, per cui la tutela dei diritti è preminente rispetto al pareggio di bilancio. Lo chiedo mentre sono in corso proposte e lavori circa la Legge Finanziaria della Regione Sicilia.

di Chiara Di Benedetto

Trovo problematiche e insufficienti le soluzioni finora prospettate per reperire i soldi con cui assistere i disabili siciliani. Serve un ripensamento complessivo del bilancio regionale, sul presupposto, come ha detto anche Pif, che ai più deboli spetta la maggiore attenzione, anche eliminando i tanti privilegi del Palazzo.

Sulle risorse mancanti ai disabili ho già presentato un esposto alla Procura di Palermo e scritto una lettera al capo dello Stato Sergio Mattarella, inviandone copia ai parlamentari regionali della Sicilia. «I diritti fondamentali – ho puntualizzato nei due documenti – vanno sempre garantiti attraverso una predisposizione dei bilanci che non li comprima in alcun caso». Questa è l’unica via d’uscita.

Mi auguro che all’Ars recepiscano l’importanza del contenuto della riferita sentenza e agiscano con forza per applicarla in concreto. In pratica si tratta di una rivoluzione culturale. Vuol dire che, nell’attuale situazione prodotta dal sistema monetario vigente, dagli aiuti agli Stati dell’euro e dal fiscal compact, si può fare a meno di larga parte degli apparati del potere, dati i tagli imposti dall’alto.

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