Manager partecipate, Padoan cambia la direttiva

Manager partecipate, Padoan cambia la direttiva

Mossa tenuta nascosta, si apre una porta per gli inquisiti

In Italia può succedere di tutto, è il Paese delle meraviglie. Stavolta al posto di Alice c’è il ministro dell’Economia Carlo Padoan, che di banche e costumi bancari si intende molto. In zona Cesarini, il 22 marzo scorso in audizione davanti a sei commissioni di Camera e Senato, Padoan ha dovuto confessare il cambiamento della direttiva sui requisiti dei vertici delle partecipate.

di Chiara Di Benedetto

Si tratta di un cambiamento che garantisce poltrone a figuri sospetti, eliminando i precedenti divieti della direttiva Saccomanni.


Il fatto: a ridosso della pubblicazione delle liste per il rinnovo dei vertici delle grandi partecipate pubbliche, il ministro Padoan ha inviato al Dipartimento del Tesoro la nuova direttiva – con la data del 16 marzo scritta perfino a mano – sui requisiti di onorabilità dei manager di Stato. Le nuove regole “di apertura” potranno consentire la nomina del potentissimo Alessandro Profumo – di recente rinviato a giudizio prima con l’accusa di usura bancaria – alla guida di Leonardo-Finmeccanica. All’Eni potrebbe essere confermato Claudio Descalzi, su cui pende la richiesta di rinvio a giudizio per corruzione internazionale in Nigeria.

Due pesi e due misure: in Calabria, per esempio, sono rimasti esclusi da un corso semestrale di formazione centinaia di disoccupati con pendenze penali che aspettavano l’inclusione a 500 euro al mese. Meraviglie italiane!

Comments are closed.