Palermo, randagismo: le proposte al sindaco Orlando

Palermo, randagismo: le proposte al sindaco Orlando

Ecco che cosa si può fare sul fenomeno, insieme alle associazioni

A Palermo il randagismo è un problema reale. Gli eterni irrisolti sono, per citarne alcuni, mafia, disoccupazione, lentezza amministrativa, labilità dei diritti sociali e incompiuta trasparenza negli uffici. Tuttavia il randagismo non va affatto sottovalutato, sia per la sicurezza dei cittadini, sia per l’obbligatoria tutela degli animali.

di Chiara Di Benedetto

Il sindaco Leoluca Orlando non mi ha ancora ricevuto. Nella settimana scorsa gli avevo chiesto un incontro propositivo, dopo il caos per lo svuotamento del canile di via Tiro a Segno. Nella circostanza c’erano stati pure scontri con gli animalisti, spesso tenuti da parte.
Nei giorni precedenti avevo segnalato una riduzione di spazi per i cani alloggiati presso l’ex mattatoio del municipio. Avevo anche promosso un tavolo prefettizio per un confronto aperto tra amministrazione comunale, volontari e animalisti, utile a trovare soluzioni condivise e a chiudere le polemiche del passato. Il prefetto Antonella De Miro non ha accolto la mia proposta, eppure ne avevo ribadito l’obiettivo.
Nelle settimane precedenti avevo chiesto una serie di atti sul trasferimento dei cani dalla struttura di via Tiro a Segno, per agevolare il quale il Comune ha finanziato 480 euro per singola adozione. Altre volte avevo richiesto l’accesso, sia per esigenze sanitarie che per conoscere l’affidabilità di alcune associazioni cinofile ed eventuali precedenti di natura penale. Nel 2015, invece, avevo presentato un esposto per la condizione dei cani di Via Tiro a Segno, sulla base di documenti e di carenze rilevate in una mia ispezione.
Non mi rassicurano le risposte pubbliche del sindaco, che da ultimo ha fornito alla stampa elementi incompleti, non privi di contraddizioni.
Ho chiare le difficoltà di gestione della cosa pubblica conseguenti alle esigue risorse disponibili. Proprio per questo, ritengo necessario un cambiamento di rotta da parte di Orlando e del Comune di Palermo, che dovrebbero sincerarsi dello stato attuale dei cani ospitati in struttura municipale e migliorare i controlli.
Di seguito, allora, con la speranza che Orlando si ponga in ascolto e dia un pronto riscontro, riporto alcune proposte concrete in materia di randagismo.
Bisognerebbe:
1) incentivare le sterilizzazioni con una detrazione sulle tasse comunali oppure con accordi con i veterinari;
2) verificare i microchip sui cani del territorio;
3) predisporre un protocollo d’intesa con le associazioni di volontariato presenti sul territorio, per una collaborazione fattiva;
4) effettuare dei controlli prima e dopo l’affido dei cani presenti nei canili palermitani, con la sottoscrizione di specifico modulo di adozione;
5) richiedere il casellario e i carichi pendenti per chi voglia adottare Pit Bull dal canile, ad evitare che questi cani finiscano in cattive mani;
6) creare un database per tracciare i cani adottati dal canile o trasferiti in altri canili e/o rifugi e prevedere controlli nei predetti rifugi per verificare lo stato di salute dei cani ed evitare, ad esempio, che il Comune paghi anche per i cani deceduti di cui non è stata dichiarata la morte al fine di ricevere la diaria giornaliera;
7) prevedere la partecipazione delle associazioni animaliste effettive ai tavoli sul randagismo e sulla gestione del canile comunale;
8) disporre severi controlli sulla manutenzione ordinaria del canile;
9) assicurare una formazione specifica agli addetti alla manutenzione del canile facenti parte della reset;
10) stipulare una convenzione con scuole di ogni ordine e grado per sensibilizzare all’adozione con visite periodiche all’interno della struttura;
11) indicare tempi certi per la realizzazione del parco canile da realizzare insieme al comune di Monreale.

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